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L’INFERTILITA’ NELLA COPPIA

Infertilità o sterilità? Una definizione

Il desiderio di un figlio non sempre è esaudito e quando questo accade, la coppia vive in uno stato di tensione crescente che può incidere fortemente sia sulla stabilità della coppia stessa che sull’equilibrio psico-fisico del singolo.
L’infertilità: un problema assai diffuso, più di quanto si creda e che, secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), riguarderebbe almeno 1 coppia ogni 5.
Ma che cosa si intende per infertilità? Secondo l’O.M.S. e l'American Fertility Society (A.F.S.), bisogna fare una distinzione tra INFERTILITA’ e STERILITA’, due termini che spesso vengono utilizzati come sinonimi:

» Una coppia è da considerarsi INFERTILE quando non è in grado di concepire e di avere un bambino dopo un anno o più di rapporti sessuali non protetti.

» Viceversa, una coppia è da considerarsi STERILE quando uno o entrambi i coniugi sono affetti da una condizione fisica permanente che rende impossibile avere dei bambini.

E’ inoltre fondamentale distinguere tra:

» infertilità primaria, quando non ci sono mai state gravidanze;

» infertilità secondaria, quando la coppia non riesce più ad avere un bambino dopo una gravidanza coronata da successo.

E se non arriva un figlio, da chi dipende più spesso? Ma da uomini e donne in eguale misura! Quando una coppia ha difficoltà riproduttive, scopriamo che nel 35% dei casi dipende da “lui” e in un altro 35% da “lei”. Infine, in 3 casi su 10 risultano scarsamente fertili entrambi i partner.
Come ci dimostrano questi dati e come sottolineano anche le nostre esperte dell’A.I.D.M., l'infertilità è un problema della coppia e va affrontata insieme. Innanzitutto, imparando a conoscerne le cause, coinvolgendo il partner in modo attivo per comprenderle, ricercarle e agire lì dove è possibile prevenirla. Vediamo insieme come…

INFERTILITA’: COME SI PREVIENE?


Oltre a problemi ormonali e dell’apparato riproduttivo, che analizzeremo più a fondo nel nostro workshop, le numerosissime ricerche condotte negli ultimi anni su questo fenomeno hanno evidenziato che l’incapacità di concepire è fortemente collegata ad almeno 5 fattori:

1. età media dei coniugi al momento del matrimonio (mediamente più elevata rispetto al passato, nella maggior parte dei casi per difficoltà ed esigenze sociali che inducono la coppia a programmare il concepimento in un'epoca più tardiva);
2. incremento delle malattie sessualmente trasmesse;
3. infezioni genitali trascurate;
4. stress;
5. cattive abitudini di vita

Come prevenire?

Pianificare per tempo…
La donna è all’apice della sua capacità riproduttiva intorno ai 25 anni, già dopo i 35 anni e soprattutto dopo i 40 le possibilità di rimanere incinta si riducono progressivamente: questo accade perché nella donna le cellule uovo sono le stesse per tutta la vita e con il passare del tempo  non solo invecchiano, ma “si esauriscono”.
Con l’età aumentano anche i rischi legati sia a complicanze ostetriche (per es., distacco di placenta, difficoltà di ossigenazione e nutrimento del feto, difficoltà durante il travaglio per minor elasticità dei tessuti), sia a malattie che colpiscono l'apparato riproduttivo femminile, come l'endometriosi o i fibromi uterini. Aumenta inoltre il rischio di anomalie cromosomiche, per cui il bambino potrebbe risultare affetto da malattie genetiche, come per es. la Sindrome di Down.

Proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse…
“Nemiche della cicogna”: la Sifilide, la Gonorrea e soprattutto la Chlamydia (quest'ultima in particolare è molto insidiosa perché diffusissima e difficile da riconoscere, in quanto spesso asintomatica), sono malattie a trasmissione sessuale che possono gravemente ridurre la capacità procreativa della donna. L'infertilità è dovuta sia ad un effetto immediato, in quanto l'infezione altera temporaneamente l'equilibrio chimico della vagina con conseguenze sulla sopravvivenza degli spermatozoi, sia ad un effetto a lungo termine, qualora l'infezione sia risalita verso le tube provocandone la chiusura (occlusione tubarica). Molto spesso, infatti, quando la donna si sottopone ad accertamenti per infertilità viene posta, a posteriori, la diagnosi di tube chiuse in seguito ad infezione da Chlamydia, verificatasi magari molti anni prima. 
Per questo è fondamentale proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili, avendo molta attenzione ai possibili “segnali” di infezione al proprio apparato riproduttivo e, in particolare, usando sempre il PRESERVATIVO in caso di rapporti occasionali. Ricorda che bisogna utilizzarlo dall’inizio alla fine del rapporto e da non dimenticare MAI in caso di rapporti anali, anche se si è monogami, perché nel retto c’è una flora microbica estremamente abbondante e potenzialmente aggressiva.

Non sottovalutare mai i sintomi e i segnali di infezione…
Dolori al basso ventre, accompagnati da febbricola, possono essere la spia di un’infezione genitale, come pure perdite vaginali che presentino odore o colore inusuali. Non sottovalutare questi piccoli fastidi: consulta subito il ginecologo perché potresti aver contratto un’infezione ai genitali. E trascurare un'infezione genitale può portare a un rischio di infertilità molto alto: dopo tre episodi di “salpingite” (infiammazione alle tube o salpingi) la possibilità di danno alle tube è del 50%!
Anche “lui” deve imparare a prestare attenzione a certi sintomi, come bruciori urinari e dolore sotto lo scroto. Potrebbe trattarsi di un’infezione dell’apparato uro-genitale, che nell’eventualità deve essere curata subito e bene, perché cure tardive o incomplete possono portare gravi danni nella produzione e qualità degli spermatozoi. Da non trascurare, inoltre, il fatto che le infezioni delle vie genitali maschili possono diventare una specie di "serbatoio naturale" di germi, che possono essere trasmessi alla partner – con un successivo effetto a "ping-pong" di continua reciproca ritrasmissione della patologia.

Imparare a distrarsi…
I ritmi di vita diventano ogni giorno più frenetici e noi siamo sempre più stressati, o almeno ci lamentiamo di esserlo! La relazione tra stress, cronico o acuto, e produzione di ovuli e spermatozoi, è stata confermata da svariati studi: si è calcolato che le donne maggiormente stressate ovulano il 20% in meno delle donne non stressate; nell’uomo, quanto più è stressato, peggiore risulta la qualità del suo liquido seminale. Perciò impariamo a ritagliarci degli spazi, anche brevi, durante le nostre intense giornate, per “liberare” la mente da ansie e pensieri (facendo un po’ di sport, ascoltando la nostra musica preferita, facendo meditazione, etc.) e ripartire così con rinnovata energia.

Evitare fumo e alcool…
La nicotina e il benzopirene contenuti nelle sigarette, così come pure l’alcool, anche in quantità non elevate, danneggiano la salute riproduttiva della donna. Nicotina e benzopirene vanno a finire anche nel liquido follicolare e nell’ovaio; l’alcool interferisce con il funzionamento delle ghiandole che regolano la produzione degli ormoni sessuali femminili (gli estrogeni).
Fumo e alcool sono potenzialmente dannosi anche per l’uomo, perché danneggiano la produzione e la qualità degli spermatozoi. Il fumo sembrerebbe incidere anche sulla capacità fecondativa in sé dello spermatozoo: questo spiegherebbe la scarsa fertilità riscontrata in fumatori che pure hanno per altri versi un liquido seminale normale, cioè con valori di spermatozoi che, se pure diminuiti, restano nei limiti della norma.
Studi condotti su forti bevitori non cirrotici - che quindi non hanno ancora gravi alterazioni della funzione epatica - hanno dimostrato che nel 45% dei casi si verifica una riduzione del numero di spermatozoi, in un altro 45% si notano anomalie morfologiche e, complessivamente, nel 50% dei casi gli spermatozoi hanno problemi di motilità (spermatozoi che non si muovono), il che non permette loro di raggiungere l’uovo e fecondarlo.     
Spesso, chi beve fuma anche, e questo non fa che peggiorare il risultato: anzi, molti ricercatori ritengono che i due fattori si potenzino a vicenda nel causare l’infertilità.
Le coppie che soffrono di infertilità devono sapere, inoltre, che fumare riduce la possibilità di successo della procreazione medicalmente assistita.

Mettersi a dieta…
L’obesità, ma anche l’eccessiva magrezza nelle donne possono essere causa di inferilità in un 12% dei casi: spesso, quindi, recuperare un peso normale risolve i problemi, senza dover ricorrere  a cure mediche.

Come accade?
Nelle riserve di grasso del corpo si accumula un ormone (“androstenedione”), che più si ingrassa, più aumenta; questo può dare origine alla produzione continua di estrone, alterando l'equilibrio ormonale. Così, mentre le donne obese hanno un eccesso di estrogeni, quelle sottopeso hanno un deficit, ma in entrambi i casi la conseguenza sono cicli riproduttivi irregolari.
e di conseguenza scompensa la regolazione delle mestruazioni, causando infertilità.
Anche nell’uomo l’obesità mette a rischio la funzione riproduttiva:
» Gli ormoni del tessuto adiposo alterano le funzioni dei testicoli. In sostanza, in chi è obeso, si riduce la produzione di testosterone.
» Il diabete, frequente in chi è obeso, provoca l’ipogonadismo: si tratta di una diminuita funzionalità dei testicoli, che provoca un'insufficienza della riproduzione.
» La massa corporea, se eccessiva, incide anche sullo sperma. Gli spermatozoi non solo sono ridotti ma anche meno efficaci.
» Infine, l’obesità può portare alla comparsa dell’impotenza.

I DUBBI RICORRENTI

Quando bisogna andare da un ginecologo specialista in riproduzione assistita?
Se la donna ha meno di 30 anni, dopo un anno di rapporti regolari non protetti, si può iniziare a sospettare che ci sia qualche anomalia. Se la donna ha più di 30 anni, anche dopo sei mesi.

Perché dopo il primo figlio concepito senza problemi, il secondo tarda ad arrivare?
Può dipendere da molti fattori; tra i più frequenti si deve considerare che dopo la prima gravidanza le tube possano non essere più aperte e funzionanti, a causa di un’infezione o per aderenze formatesi dopo un intervento.

Fino a che età uomini e donne possono avere figli?
Non c’è un’età limite legale che impedisca a una coppia di cercare la fertilità. Dipende molto dalla situazione di ogni coppia, dalla sua salute e stato fisico; i 50 anni sarebbero un limite ragionevole a partire dal quale si sconsiglia qualsiasi trattamento di fertilità.

Come impatta una diagnosi di infertilità sulla sessualità della coppia?
Ansia e stress condizionano spesso la vita sessuale delle coppie infertili. Il sesso in queste coppie tende a perdere la sua spontaneità e diventa un appuntamento obbligato nei giorni dell’ovulazione. E’ inevitabile che la passione venga “soffocata” dalla continua tensione, e ciò potrebbe logorare il legame di coppia. E’ perciò essenziale farsi assistere da uno psicologo o terapeuta di coppia, tanto più se si decide di affrontare l’iter della fecondazione assistita.

VERO o FALSO?

Non solo l’obesità, ma anche l’eccessiva magrezza, condiziona la fertilità.
VERO. Variazioni di peso eccessive dovute a disordini alimentari (anoressia, bulimia), come pure l’attività fisica esasperata, possono causare e aggravare i disturbi del ciclo fino all’instaurarsi di un’amenorrea (assenza totale del ciclo mestruale), spesso accompagnata da assenza di ovulazione: in questo caso la donna è infertile.

Gli spermatozoi sono molto sensibili al calore.
VERO. La masturbazione è un’attività normale e fisiologica a tutte le età. Può invece rappresentare un problema quando, nell'ambito di una relazione di coppia, diviene un'alternativa abituale al rapporto sessuale. In questo caso è indice di problemi individuali e relazionali, e andrebbe affrontata con il medico.

Dopo un’interruzione volontaria di gravidanza, si diventa sicuramente sterili.
FALSO. Solo in rari casi la fertilità può risultare ridotta dopo un aborto chirurgico: questa procedura può talora provocare processi infiammatori che potrebbero coinvolgere le tube.

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Scarica il PDF e continua la lettura. Conoscere il problema dell’infertilità significa trovare soluzioni adeguate e tempestive, senza lasciarsi andare al pessimismo e alla depressione.
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