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Sindrome premestruale? Un rimedio c’è!

Tensione al seno, gonne che “tirano” in vita, dolori muscolari, ritenzione idrica, sbalzi d’umore, ansia, insonnia, depressione… Sono i classici sintomi della sindrome premestruale: possono comparire dai 7 ai 15 giorni prima del ciclo e spariscono gradualmente nel corso del primo giorno delle mestruazioni o, al massimo, nell’arco di un paio di giorni. Ne soffrono ben 8 donne su 10 tra i 18 e i 50 anni. La causa di questo disturbo a tutt’oggi non è chiara, sembra però che alla base ci sia uno SQUILIBRIO NELLA PRODUZIONE DEGLI ORMONI FEMMINILI, estrogeni e progesterone.

1 – Cos’è la sindrome premestruale?
In pratica, in chi soffre di sindrome premestruale, ci sono troppi estrogeni e poco progesterone. Questa situazione disturba gli equilibri dell’organismo. Così si altera la produzione di alcune sostanze presenti nel cervello, cioè della “serotonina”, che agisce sull’umore, e delle “beta endorfine” che sono responsabili del senso di benessere e della minore sensibilità al dolore.

2 – Sono necessari degli esami?
No. La diagnosi si fa semplicemente con la comparsa regolare di questi disturbi in periodo premestruale. La donna stessa riconosce molto bene la regolarità e la periodicità con cui questi disturbi si presentano. I dosaggi ormonali non danno alcun segno specifico.

3 – Esistono rischi di una diagnosi sbagliata?
Sì, alcune malattie, come l’asma, l’epilessia, l’emicrania, o la depressione, possono aggravarsi o manifestarsi nel periodo premestruale. Queste malattie devono essere scoperte e trattate come tali.

4 – La sindrome premestruale è grave?
No, se si considera il rischio di complicazioni somatiche. Ma la comparsa mensile di manifestazioni a volte molto dolorose porta, nei casi più gravi, a impedire un regolare stile di vita e, quindi, questa sindrome potrebbe nuocere considerevolmente alla qualità della vita. In questi casi è consigliabile rivolgersi a un/a ginecologo/a per le opportune terapie mediche.

5 –Come curare i sintomi se si manifestano raramente?
Se i disturbi si manifestano raramente, la soluzione migliore è quella di seguire un’alimentazione bilanciata. Nei sette giorni precedenti alle mestruazioni è necessario bere tutti i giorni almeno due litri di acqua minerale naturale: sconfigge, infatti, i problemi legati alla ritenzione idrica. Bisogna invece evitare alcol o bevande eccitati, quali il caffè o il tè.
E’ utile anche consumare fiocchi di cereali la mattina a colazione, perché sono ricchi di fibre che regolarizzano l’intestino.
Vale poi la regola di preferire il riso integrale, le bietole verdi, i fagiolini e di completare i pasti con una manciata di noci oppure di mandorle. La ragione? Tutti questi alimenti contengono magnesio, un minerale che diminuisce l’ansia, la difficoltà di concentrazione e l’irritabilità.
Infine, per insaporire le pietanze sostituire il sale con le erbe aromatiche ed evitare i cibi salati come gli insaccati e gli alimenti in scatola. Sono strategie preziose per non avere problemi di ritenzione idrica e attacchi di emicrania.

6 –E se i sintomi si manifestano tutti i mesi?
Per prima cosa è importante capire quali sono i sintomi che danno più fastidio, così da poterli descrivere nel dettaglio al/alla ginecologo/a.
Se il seno fa male ed è gonfio, un utile rimedio è applicare la sera e la mattina una crema a base di calendula, che ha proprietà antinfiammatorie. Per contrastare irritazioni e pruriti intimi si utilizzi un detergente delicato e rispettoso dell’equilibrio delle mucose.
Quando le gambe “danno fastidio” e sembrano pesanti, e il sintomo si manifesta anche nella stagione fredda, si può ricorrere a creme a base di antocianosidi di mirtillo, una sostanza che aiuta migliorare la circolazione del sangue nelle gambe.
In caso di tensione fisica importante, nella maggior parte dei casi gli analgesici bastano a calmare i disturbi: bisogna però fare attenzione ad utilizzarli SOLO per un periodo di tempo determinato.
Nei casi più “gravi”, quando i sintomi fossero così insopportabili da impedire di portare avanti le abituali incombenze quotidiane, il/la ginecologo/ga potrà eventualmente valutare di prescrivere un trattamento a base di ormoni.

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